ESCURSIONI IN MOUNTAIN-BIKE
ANELLO DELLA VAL CASTORIANA:
Sviluppo: Km. 21,5
Dislivello complessivo salita: m.597
Difficoltà: media
Tempi consigliati: mezza giornata
Interesse prevalente: culturale
Itinerario
Da Preci (532 m.) si prende la strada asfaltata per Norcia per poi, appena superata Piedivalle, in una strada bianca a destra che, dopo una breve discesa, giunge ad una chiesetta su un ponte (Madonna del Ponte). Si continua per la carrareccia fino a raggiungere il centro abitato di S. Angelo da cui si sale, a sinistra, a Capo del Colle (827 m.). Da qui si prende il sentiero che porta a Campi Vecchio, quindi si torna verso la strada asfaltata che conduce alla chiesa di S. Salvatore. Poco oltre, si segue una comoda e pianeggiante sterrata a destra per poi deviare, poco prima di giungere all’ Eremo della Madonna della Croce, lungo la strada più stretta a sinistra che, con lievi saliscendi, giunge alla frazione di Acquaro. Quindi, si prende la strada asfaltata che scende verso l’ Abbazia di S. Eutizio e si risale, sulla destra, verso l’abitato di Collescille (896 m.). Quindi prima del paese, poco dopo un area di sosta si segue la sterrata a sinistra che costeggia una stalla e si dirige, con una discesa piuttosto ripida, verso l’abitato di Borgo, per poi risalire a Preci.
L’ ambiente: la natura avvolta di storia
La Val Castoriana,attraversata dal torrente Campiano che segna il confine occidentale del Parco, si stende ai piedi della dorsale montuosa che prosegue in direzione nord-ovest, senza soluzione di continuità, dal M. Patino (1883 m.) fino al M. Morione ( 1429 m.) passando per il M. Colventoso (1725 m.) e il M. Macchialunga (1274 m.). L’ ambiente è caratterizzato da una molteplicità di aspetti naturali e umani che si integrano mirabilmente tra loro disegnando un paesaggio di particolare pregio ambientale, ma anche assai ricco di storia. Piccoli villaggi e ruderi di castelli, arroccati sui fianchi dei monti, scrutano la vallata sottostante solcata da filari di salici e pioppi cipressini che si sviluppano lungo il torrente Campiano. I diversi appezzamenti dei campi coltivati sono ancora delimitati da siepi naturali e querce “camporili”, così come le stradine di campagna, spesso delimitate anche da antichi muretti a secco ricoperti d’edera, felci e muschi.
Le siepi e i margini dei boschi rappresentano un rifugio ideale e una risorsa alimentare insostituibile per diverse specie animali sia invertebrati che vertebrati. Infatti, la contemporanea presenza di diverse specie arbustive che producono fiori e frutti in diversi periodi, a volte sfruttati dall’uomo, garantisce la disponibilità della risorsa alimentare durante l’intero anno: fiori e germogli in primavera, lamponi, more e corniolo in estate, prugnolo, biancospino e “sorbe” in autunno, “caccavelle” di rosa canina in inverno. Il principale borgo della Val Castoriana è Preci, da cui inizia l’itinerario proposto; il centro storico, la cui origine si fa risalire ad un villaggio sorto nel XIII° sec. nei pressi di un oratorio benedettino, conserva un aspetto cinquecentesco caratterizzato da un nucleo di case molto raccolte.
Durante il XVI sec. Preci conobbe un periodo di gloria grazie alla fama conquistata in Europa da alcune famiglie di medici preciani che avevano sapientemente ereditato l’arte della chirurgia, perfezionandola empiricamente, dai monaci benedettini della vicina Abbazia di S. Eutizio.
Salendo verso la Forca d’Ancarano, un valico che ha rappresentato per millenni un importante passaggio per la viabilità appenninica, s’incontrano le frazioni di Campi e Ancorano formate a loro volta da diversi piccoli nuclei, dalle strutture prevalentemente cinquecentesche, che conservano importanti testimonianze romane e numerosi “gioielli” architettonici ed artistici di varie epoche. Basti ricordare la chiesa della Madonna Bianca a S. Angelo (XVI sec.), le suggestive rovine del castello di Castelfranco (XIV sec.) a Capo del Colle , il castello e la chiesa di S. Andrea a Campi Vecchio ( XIV sec.) e la chiesa di S. Salvatore, caratterizzata da due strutture simmetriche realizzate in epoche diverse ( XIV e XV sec.).
Tornando verso Preci si passa per il villaggio di Acquaro il quale, insieme a Collescille, Valle e Piedivalle, svolgeva in passato un ruolo strategico di difesa nei confronti della sottostante Abbazia benedettina di S. Eutizio le cui origini risalgono al V sec. e che, nel corso dei secoli ha rappresentato il centro politico-religioso di riferimento per un vastissimo territorio.
(tratto da “ Pedalando nel Parco” Ed. Parco Naz. dei Monti Sibillini)
GRANDE ANELLO DEI MONTI SIBILLINI ( 5° tappa Norcia-Visso)
Sviluppo: Km. 30
Dislivello complessivo salita: m. 1002
Dislivello complessivo discesa: m. 1002
Difficoltà: difficile
Interesse prevalente: culturale
Itinerario
Dalla porta S. Giovanni di Norcia (630 m.) si prende la strada che costeggia alcune case prefabbricate; si prosegue quindi per un sentiero in salita che raggiunge la strada asfaltata principale ( per Preci) da cui, dopo averla percorsa per un breve tratto, si prende un nuovo sentiero a destra che sale ripido fino a Forca d’ Ancorano ( 1008 m.). Ora si segue il sentiero a destra che attraversa le frazioni di Piè la Rocca e Capo del Colle fino a Campi, dove passa la strada principale che,poco più avanti, costeggia la chiesa di S. Salvatore ( 710 m.). Poco oltre, si prende una comoda e pianeggiante sterrata a destra e quindi, poco prima di giungere all’ eremo della Madonna della Croce, si gira a sinistra per una strada più stretta che, per lievi saliscendi, giunge alla piccola frazione di Acquaro. Si prende poi la strada asfaltata che scende verso l’ Abbazia di S. Eutizio e, prima di giungervi, si sale a destra verso l’abitato di Collescille (944 m.). Oltre il paese si segue la strada sterrata che, attraverso il crinale del M. Lungo ( 1252 m.), giunge sui prati di Colle dell’ Acquaro, da dove si prosegue, verso nord, lungo la sterrata che entra nella valle di Visso e scende fino all’omonimo paese (607 m.).
(tratto da “ Pedalando nel Parco” Ed. Parco Naz. dei Monti Sibillini)
Per ulteriori informazioni e suggerimenti consultare la pubblicazione sopraccitata.
|