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Escursioni e trekking nel Parco dei Monti Sibillini

Norcia e il suo comprensorio sono una delle migliori zone per effettuare escursioni, in mountain-bike, con i muli o semplicemente a piedi!trekking alle marcite di norcia

Grazie agli itinerari progettati dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è possibile effettuare delle passeggiate e percorrerre degli anelli.

C'è ad esempio il piccolo Anello dei Piani di Castelluccio che, a poca distanza da Campi, permette di osservare con tutta la calma necessaria le varie sfumature che solo un luogo così particolare come Castelluccio di Norcia può regalare all'uomo.
E' un itinerario ad anello chiuso che permette, con una passeggiata di 24 km ed un dislivello complessivo di circa 400 metri, di girare letteralmente intorno al piano e tornare al punto di partenza con circa mezza giornata.

Noi ci troviamo proprio sul percorso del Grande Anello, nel tratto che va da Colle Le Cese a Campi Vecchio. Per gli amanti della natura, della montagna e del trekking, questo, è sicuramente un itinerario da percorrere!trekking sulla ferrovia spoleto norcia

Riportiamo di seguito i dettagli del percorso:

COLLE LE CESE-CAMPI VECCHIO

Sviluppo: km 19.50
Dislivello complessivo salita: m 449
Dislivello complessivo discesa: m 1089
Tempo di percorrenza: ore 6/6.30

Intorno ai grandi altipiani
II primo tratto di questo lungo itinerario si svolge sulla morbida dorsale montuosa che domina ad est i piani di Castelluccio e ad ovest, 600 metri più in basso, il piano di Santa Scolastica; questi due sistemi di altipiani costituiscono le due principali depressioni tettoniche dei Sibillini, formate, pertanto, da lenti movimenti di distensione della crosta terrestre iniziati alcuni milioni di anni fa e tuttora in atto.

Gli spettacolari piani di Castelluccio, comprendenti il Pian Grande, il Pian Piccolo e il Pian Perduto, costituiscono un vasto bacino "chiuso" situato a 1300 m di altitudine, dove le acque provenienti dalle piogge e dalle abbondanti nevicate invernali possono defluire solo attraverso la penetrazione nel sottosuolo calcareo. La vegetazione è costituita prevalentemente da praterie ricavate dall'uomo nel corso dei secoli, per la necessità di creare ampi territori da destinare al pascolo. Le faggete originarie risultano pertanto ridotte a pochi "lembi" che tappezzano alcuni versanti circostanti.

La superficie del Pian Grande, il più vasto di tutti, appare quasi perfettamente levigata grazie agli strati detritici che si sono depositati nel fondo di un lago ormai scomparso; l'unica evidente incisione infatti, è rappresentata dal Fosso dei Mergani, una fenditura di origine carsica che termina in un profondo inghiottitoio. Nel fondo permanentemente umido del fosso cresce una particolare vegetazione comprendente anche alcune rarissime specie di carici.trekking con i muli tra le gallerie
Dal bordo orientale del Pian Grande s'innalzano bruscamente le imponenti "Coste del Vettore" che salgono, con un solo salto di quasi 1200 m, fino alla cresta affilati della Cima del Redentore (2449 m); il lato settentrionale è invece dominato dal suggestivo paesino di Castelluccio, fondato nel 1200 ma probabilmente sui resti di un insediamento più antico. L'insolita posizione, su di un colle solitario a1452 m di altitudine, era d'importanza strategica per presidiare i confini e le vie di comunicazione, oltre che per sorvegliare i preziosi pascoli, oggetto in passato di aspre contese, nonché proteggere il bestiame. L'economia degli abitanti di Castelluccio, ormai ridotti a poche decine durante il periodo invernale, è ancora basata prevalentemente sull'allevamento di ovini e bovini e sulla coltivazione della nota lenticchia. Sono proprio i campi coltivati che, nella tarda primavera, si accendono delle spettacolari fioriture prodotte dalla presenza di leucantemi, senape selvatica, papaveri, fiordalisi e lupinella.
Nel piano di Santa Scolastica invece, dove le condizioni climatìche sono più favorevoli, l'agricoltura è più intensa e la popolazione è più numerosa; nel settore settentrionale, che si collega alla Valnerina tramite la valle del Sordo, sorge infatti la cittadina di Norcia, patria di S. Benedetto e centro di grande importanza storica sin dall'epoca dei sabini.

Oltre il valico di Forca di Giuda (1794 m), che rappresenta il punto più elevato dell'intero Grande Anello dei Sibillini, il panorama si apre sulla Valle del Campiano, conosciuta anche con il nome di Vài Castoriana, dove gli ambienti naturali si integrano mirabilmente con i segni prodotti dalla millenaria presenza umana, disegnando un paesaggio di rara armonia costellato da pregevoli luoghi sacri, villaggi e ruderi di castelli arroccati sulle pendici dei monti. Usciti dalla rigogliosa Valle delle Grotte, si raggiunge la frazione di Capo del Colle dove si trovano i ruderi di Castelfranco, rocca costruita nel 1370 dopo la distruzione di quella di Ancarano, per proteggere il territorio nursino; il nome ricorda le franchigie concesse agli abitanti della frazione affinchè vi andassero ad abitare, pare senza troppo successo. Si giunge quindi nel suggestivo borgo medioevale di Campi Vecchio, in cui è situata la chiesa di S. Andrea (XIV sec.) che conserva pregevoli altari lignei.

 


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